Riflessioni del Vangelo della Domenica

I cristiani del I secolo furono perseguitati dagli imperatori, eppure si comportavano da cittadini onesti che pagavano le tasse e non erano contro la struttura del governo. I cristiani erano perseguitati perché non riconoscevano all’imperatore una priorità divina, cioè non lo riconoscevano come “Dio in terra”. Erano dunque perseguitati perché non sacrificavano all’imperatore, perché non davano a Cesare quello che è di Dio. 
Lo Stato non può esigere ciò che è dovuto solo a Dio, e il cristiano deve mantenere e difendere la sua libertà di onorare Dio al di sopra di tutto.
Un esempio eroico di fedeltà a Dio e alla verità sull’uomo, ce lo offre san Tommaso Moro, Cancelliere del re d’Inghilterra Enrico VIII. Quando nel XVI secolo questo re voleva staccare l’Inghilterra dalla Chiesa Cattolica, egli, con parole umili e prudenti, volle far comprendere al monarca che un tale passo non era secondo la Volontà di Dio. Il re fece allora imprigionare il Cancelliere, il quale rimase fermo nella fede cattolica, consapevole che prima di tutto bisogna obbedire a Dio. La scure del boia staccò la testa al glorioso Martire, ma non riuscì a staccarlo dalla retta fede.
Ai giorni d’oggi si parla molto dei doveri dei cittadini nei confronti dello Stato, ma poche volte ci si ricorda dei doveri ancor più grandi che noi abbiamo nei confronti di Dio. Si cerca, infatti, di emanciparci quanto più è possibile da Lui, rivendicando una presunta autonomia nei riguardi di chi ci ha creati e redenti.
Non c’è presunzione più stolta di questa.

  Avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica

In questo mese di gennaio i genitori iscrivono i loro figli a scuola per l’anno scolastico 2020/21, e contestualmente fanno la scelta se avvalersi o meno dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC)
L’IRC in Italia si propone come l’insegnamento della religione che ha permeato la nostra cultura rendendola capace di arte e bellezza, di pensiero e di filosofia, rispettosa e tollerante verso le altre culture e religioni.
Per tali motivi crediamo che vada favorita il più possibile la conoscenza dell’Insegnamento della Religione Cattolica perché i nostri ragazzi scelgano di avvalersi di tale insegnamento. 
Questa disciplina, infatti, all’interno delle finalità della scuola, non riveste una valenza confessionale ma culturale, e quindi è proposta anche ad alunni di altre religioni e culture che possono così essere favoriti nel processo di integrazione con la storia, la cultura e le tradizioni del paese in cui ora vivono. La procedura di iscrizione per gli studenti di tutte le classi, tranne la scuola dell’infanzia, è solamente on-line, e quindi è importante che i genitori siano informati, prima dell’atto dell’iscrizione, della possibilità di avvalersi dell’IRC e del valore culturale di questa disciplina. Ci auguriamo che anche quest’anno siano numerosi gli alunni che continueranno a fruire di tale offerta educativa, finalizzata ad accompagnare e sostenere la loro piena formazione umana e culturale.

ISTITUTO GIAN MATTEO GIBERTI 

Scuola (paritaria) secondaria di primo grado, liceo classico, liceo scientifico Lungadige Attiraglio, 45 (Verona). 045 8399618  segreteria.giberti@gmail.com 
Non meno scuola perché cattolica … non meno cattolica perché scuola(Mons. Giuseppe Zenti) 
Oltre al percorso culturale  … la scuola cura un percorso formativo che assicura la centralità e la verità di Cristo nell’esperienza della scuola: metodologia didattica, cooperativa ed inclusiva, esperienze formative valoriali. 
Offre un attento percorso spirituale volto alla comprensione della propria identità e

 

Il “Decalogo” della Domenica  

  • Io sono il giorno del Signore, Dio tuo. Io sono il Signore dei tuoi giorni.
  • 1. Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto, per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.
  • 2. Non trascorrere la domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.
  • 3. Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica. La domenica è la pasqua della tua settimana, è il giorno del Sole, di Cristo risorto.
  • 4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande giorno con i tuoi figli! Ma non imporlo mai, neanche ai minori, e non ricattarli. Contagiali con la tua gioia di andare a messa: questo vale molto più di cento prediche.
  • 5. Non ammazzare la domenica con il doppio lavoro: non violarla né svenderla, ma vivila “gratis et amore Dei” e dei fratelli.
  • 6. Considera il giorno del Signore “il momento di intimità fra Cristo e la chiesa sua sposa”, come ha detto il Papa; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge.
  • 7. Non rubare la domenica a nessuno, né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro.
  • 8. Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla messa.
  • 9. Non desiderare la domenica degli “altri”, i ricchi, i gaudenti, i bontemponi.  Desidera di condividere la domenica con gli ultimi, i poveri, i malati.
  • 10. Non andare a messa solo perché è festa, ma fa’ festa perché vai a messa.   

Il costo complessivo dei 10 rosoni si aggira intorno ai € 55.000. Tutti possiamo contribuire alla spesa nelle seguenti forme:

  • offerta mensile per le opere parrocchiali (busta in chiesa ogni 2^ domenica del mese).
  • offerta detraibile sia privati che aziende: con bonifico bancario alla Parrocchia S. Lorenzo Martire con causale “erogazione liberale”.

UNICREDIT – Agenzia di SOAVE – PARROCCHIA SAN LORENZO MARTIRE Via chiesa 5 – Soave     IBAN:   IT 51 R 02008 59850 000040984188

Grazie


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