Riflessioni del Vangelo della Domenica

La “soffiata” che il vangelo di oggi ci dà sull’esame finale, quello decisivo della vita, ci mette in una situazione imbarazzante. Conoscendo perfettamente quali sono le domande su cui saremmo interrogati è possibile presentarsi impreparati ? Se sappiamo tutti su cosa saremmo giudicati, come possiamo continuare le nostre giornate e la nostra vita come se nulla fosse ? Come si può rimanere indifferenti davanti alla fame, alla sete, al dolore, all’emarginazione, alla solitudine, all’incomprensione delle persone che ci vivono accanto ?
Gesù dice che è Lui stesso in ciascuna di queste persone, e ciò che avremo fatto o non fatto a loro, l’avremo fatto, o non fatto, a Lui. Alla fine della storia (e anche della nostra) saremo condotti davanti alla Luce finalmente accesa. E con la luce accesa si vedrà tutto. Vedremo finalmente la nostra vera faccia. Guardare Dio in faccia significherà per noi capire fino in fondo noi stessi, la nostra storia, la gente amata, e riavere tutto nuovamente nelle nostre mani, però in maniera definitiva. Non ci sarà più notte. E i sorrisi adorneranno i nostri volti di gioia. Perché abbiamo creduto alla “Luce accesa” quando era “buio fitto”, cioè quando non potevamo accorgerci che chiunque sfamavamo, accoglievamo, amavano, curavamo, ascoltavamo, era Dio stesso mescolato di povertà, di ingiustizia, di dolore.
Nel Vangelo di oggi Cristo ci fa sbirciare il finale della storia, perché possiamo trovare il tempo e il coraggio di cambiare il copione degli eventi consegnati alla nostra vita. Vuole assicurarci che, amare (senza tornaconti) è una rotta sicura anche al buio, quando Dio non lo si riconosce. Anche perché se c’è una cosa che accomuna i “buoni e i cattivi” è la medesima domanda: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare ? O assetato e ti abbiamo dato da bere ? …”.
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  Avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica

In questo mese di gennaio i genitori iscrivono i loro figli a scuola per l’anno scolastico 2020/21, e contestualmente fanno la scelta se avvalersi o meno dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC)
L’IRC in Italia si propone come l’insegnamento della religione che ha permeato la nostra cultura rendendola capace di arte e bellezza, di pensiero e di filosofia, rispettosa e tollerante verso le altre culture e religioni.
Per tali motivi crediamo che vada favorita il più possibile la conoscenza dell’Insegnamento della Religione Cattolica perché i nostri ragazzi scelgano di avvalersi di tale insegnamento. 
Questa disciplina, infatti, all’interno delle finalità della scuola, non riveste una valenza confessionale ma culturale, e quindi è proposta anche ad alunni di altre religioni e culture che possono così essere favoriti nel processo di integrazione con la storia, la cultura e le tradizioni del paese in cui ora vivono. La procedura di iscrizione per gli studenti di tutte le classi, tranne la scuola dell’infanzia, è solamente on-line, e quindi è importante che i genitori siano informati, prima dell’atto dell’iscrizione, della possibilità di avvalersi dell’IRC e del valore culturale di questa disciplina. Ci auguriamo che anche quest’anno siano numerosi gli alunni che continueranno a fruire di tale offerta educativa, finalizzata ad accompagnare e sostenere la loro piena formazione umana e culturale.

ISTITUTO GIAN MATTEO GIBERTI 

Scuola (paritaria) secondaria di primo grado, liceo classico, liceo scientifico Lungadige Attiraglio, 45 (Verona). 045 8399618  segreteria.giberti@gmail.com 
Non meno scuola perché cattolica … non meno cattolica perché scuola(Mons. Giuseppe Zenti) 
Oltre al percorso culturale  … la scuola cura un percorso formativo che assicura la centralità e la verità di Cristo nell’esperienza della scuola: metodologia didattica, cooperativa ed inclusiva, esperienze formative valoriali. 
Offre un attento percorso spirituale volto alla comprensione della propria identità e

 

Il “Decalogo” della Domenica  

  • Io sono il giorno del Signore, Dio tuo. Io sono il Signore dei tuoi giorni.
  • 1. Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto, per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.
  • 2. Non trascorrere la domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.
  • 3. Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica. La domenica è la pasqua della tua settimana, è il giorno del Sole, di Cristo risorto.
  • 4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande giorno con i tuoi figli! Ma non imporlo mai, neanche ai minori, e non ricattarli. Contagiali con la tua gioia di andare a messa: questo vale molto più di cento prediche.
  • 5. Non ammazzare la domenica con il doppio lavoro: non violarla né svenderla, ma vivila “gratis et amore Dei” e dei fratelli.
  • 6. Considera il giorno del Signore “il momento di intimità fra Cristo e la chiesa sua sposa”, come ha detto il Papa; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge.
  • 7. Non rubare la domenica a nessuno, né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro.
  • 8. Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla messa.
  • 9. Non desiderare la domenica degli “altri”, i ricchi, i gaudenti, i bontemponi.  Desidera di condividere la domenica con gli ultimi, i poveri, i malati.
  • 10. Non andare a messa solo perché è festa, ma fa’ festa perché vai a messa.   

Il costo complessivo dei 10 rosoni si aggira intorno ai € 55.000. Tutti possiamo contribuire alla spesa nelle seguenti forme:

  • offerta mensile per le opere parrocchiali (busta in chiesa ogni 2^ domenica del mese).
  • offerta detraibile sia privati che aziende: con bonifico bancario alla Parrocchia S. Lorenzo Martire con causale “erogazione liberale”.

UNICREDIT – Agenzia di SOAVE – PARROCCHIA SAN LORENZO MARTIRE Via chiesa 5 – Soave     IBAN:   IT 51 R 02008 59850 000040984188

Grazie


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