Riflessioni del Vangelo della Domenica

Credo che non ci sia definizione più bella di Misericordia se non questa annotazione del Vangelo di Giovanni. Infatti non di rado, a causa della vita stessa o di nostre cadute, siamo chiusi in ragionamenti, paure, disperazioni, peccati, e non riusciamo a venirne fuori.
Ecco allora che entra Lui dentro, nonostante tutto sia sbarrato. Entra e dice: “Pace!”. E così comincia a guarire quella parte di noi che non riesce più ad aprire la porta. Lo fa facendoci entrare in empatia con la Sua stessa sofferenza: “Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore”. Lo fa facendosi toccare, e non mettendosi semplicemente a spiegare. Ma tutto questo a patto di desiderarlo veramente. Perché Gesù può guarire anche la nostra volontà malata, che non riesce a scegliere ciò che è giusto, ciò che conta, ma solo a patto che di fondo ci sia un desiderio struggente di cambiamento, di Lui.
La Misericordia funziona così: il tuo desiderio più l’onnipotenza del Suo Amore. E se è difficile credere a questo, allora pensiamo a Tommaso. Pensiamo a come Gesù guarisce anche la sua incredulità, e chiediamo lo stesso miracolo.
Ci accorgeremo che non rimane mai sordo a certe preghiere. Mai. 

Avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica

In questo mese di gennaio i genitori iscrivono i loro figli a scuola per l’anno scolastico 2020/21, e contestualmente fanno la scelta se avvalersi o meno dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC)
L’IRC in Italia si propone come l’insegnamento della religione che ha permeato la nostra cultura rendendola capace di arte e bellezza, di pensiero e di filosofia, rispettosa e tollerante verso le altre culture e religioni.
Per tali motivi crediamo che vada favorita il più possibile la conoscenza dell’Insegnamento della Religione Cattolica perché i nostri ragazzi scelgano di avvalersi di tale insegnamento. 
Questa disciplina, infatti, all’interno delle finalità della scuola, non riveste una valenza confessionale ma culturale, e quindi è proposta anche ad alunni di altre religioni e culture che possono così essere favoriti nel processo di integrazione con la storia, la cultura e le tradizioni del paese in cui ora vivono. La procedura di iscrizione per gli studenti di tutte le classi, tranne la scuola dell’infanzia, è solamente on-line, e quindi è importante che i genitori siano informati, prima dell’atto dell’iscrizione, della possibilità di avvalersi dell’IRC e del valore culturale di questa disciplina. Ci auguriamo che anche quest’anno siano numerosi gli alunni che continueranno a fruire di tale offerta educativa, finalizzata ad accompagnare e sostenere la loro piena formazione umana e culturale.

ISTITUTO GIAN MATTEO GIBERTI 

Scuola (paritaria) secondaria di primo grado, liceo classico, liceo scientifico Lungadige Attiraglio, 45 (Verona). 045 8399618  segreteria.giberti@gmail.com 
Non meno scuola perché cattolica … non meno cattolica perché scuola(Mons. Giuseppe Zenti) 
Oltre al percorso culturale  … la scuola cura un percorso formativo che assicura la centralità e la verità di Cristo nell’esperienza della scuola: metodologia didattica, cooperativa ed inclusiva, esperienze formative valoriali. 

Offre un attento percorso spirituale volto alla comprensione della propria identità e

Il “Decalogo” della Domenica  

  • Io sono il giorno del Signore, Dio tuo. Io sono il Signore dei tuoi giorni.
  • 1. Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto, per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.
  • 2. Non trascorrere la domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.
  • 3. Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica. La domenica è la pasqua della tua settimana, è il giorno del Sole, di Cristo risorto.
  • 4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande giorno con i tuoi figli! Ma non imporlo mai, neanche ai minori, e non ricattarli. Contagiali con la tua gioia di andare a messa: questo vale molto più di cento prediche.
  • 5. Non ammazzare la domenica con il doppio lavoro: non violarla né svenderla, ma vivila “gratis et amore Dei” e dei fratelli.
  • 6. Considera il giorno del Signore “il momento di intimità fra Cristo e la chiesa sua sposa”, come ha detto il Papa; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge.
  • 7. Non rubare la domenica a nessuno, né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro.
  • 8. Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla messa.
  • 9. Non desiderare la domenica degli “altri”, i ricchi, i gaudenti, i bontemponi.  Desidera di condividere la domenica con gli ultimi, i poveri, i malati.
  • 10. Non andare a messa solo perché è festa, ma fa’ festa perché vai a messa.   

 


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